Marzo nei Villaggi Sicani è un mese di attesa e di rinascita. L’inverno si ritira piano, lasciando spazio all’aria umida dei campi, ai primi germogli, al profumo della farina e del legno bruciato nei forni. È il tempo in cui la materia si trasforma, in cui ogni gesto torna ad avere un senso antico: seminare, impastare, raccogliere, condividere.
A Villalba, l’artista Michele Valenza lavora il marmo con la stessa pazienza con cui si lavora la terra. Le sue sculture nascono lentamente, levigate dal respiro e dal tempo, come se la pietra custodisse un ritmo naturale che attende solo di essere liberato. Entrare nel suo atelier è come ascoltare il silenzio che precede la semina: ogni colpo di scalpello è un racconto che affiora dalla materia.

Fuori, nei campi, la vita si prepara a germogliare. È il momento della semina del pomodoro siccagno, che cresce con l’ausilio di poca acqua, sostenuto dalla rugiada e dall’umidità dell’aria. Nelle terre asciutte di Salvatore Ricottone, le mani si muovono lente, scavano, spianano, affidano alla zolla il seme che dorme. È un atto di fiducia nella natura e un gesto di gratitudine verso chi, come gli agricoltori, continuano a prendersi cura della terra con intelligenza e rispetto.
Questa agricoltura sobria e paziente custodisce la biodiversità e insegna che la sostenibilità non è un’idea astratta, ma una pratica quotidiana. Poi, come sempre, la fatica diventa condivisione: un assaggio di pane cotto a legna, pomodori secchi, olive, formaggi e vino raccontano il legame profondo tra la terra e chi la lavora.
Proseguendo verso il Feudo Scala, negli ultimi scampoli del territorio Mussomeli, la collina si apre su campi dove crescono le erbe spontanee. Qui, con Serena Caruso e Dario Schifano si impara a riconoscerle e raccoglierle: il finocchietto selvatico, dall’aroma irresistibile, le zarche, e la borragine, versatili in cucina, i cardi, rudi ma dal cuore tenero, la camomilla, profumata e genuina. Ogni pianta ha una storia e un potere, ogni radice una voce che parla al passato e chiede di sapere se avrà ancora un posto nel futuro. Le erbe raccontano un sapere che rischia di perdersi, e AscuntAriA vuole contribuire a preservarlo e diffonderlo, come un dono da trasmettere a chi verrà dopo.



Al rientro, le erbe si puliscono insieme, come si fa in famiglia. Mentre le dita si intrecciano al verde, si Ascuntano i racconti di Giuseppe Tatano, agricoltore e conoscitore di antichi saperi popolari. Narra di infusi che curano, di erbe che portano fortuna, di gesti che uniscono le donne nei cortili e le generazioni nei campi.
La sera al Feudo è calda e piena di voci. Si cucina con ciò che la terra ha offerto quel giorno: zuppe di erbe, pani profumati, vino locale che scioglie le parole. È una cena di comunità, in cui l’ospitalità non è servizio ma incontro. Le culture si avvicinano, gli ospiti diventano parte del racconto.
Il turismo, qui, è un atto di scambio: un modo per conoscersi, riconoscersi e condividere la diversità come ricchezza. Sotto il cielo di marzo, si riscopre che ogni sapore nasce da un incontro, ogni aroma da una storia che passa di mano in mano.



Nelle case e nei paesi, intanto, l’aria profuma di San Giuseppe, il patrono dei falegnami, dei panificatori e delle famiglie. È una festa che attraversa tutta la Sicilia, e nei forni si preparano i pani votivi, plasmati con simboli antichi: gigli, pesci, colombe e cuori. I panificatori li modellano come se impastassero la memoria stessa delle comunità, in un linguaggio fatto di mani e devozione.
In quei giorni, il lavoro si intreccia con la fede, la celebrazione con la gratitudine: si benedicono le famiglie, si ringrazia la provvidenza, si ricorda la dignità del mestiere.
L’ultimo respiro di questa nostra avventura è alla Fattoria Don Vincenzo, dove Giorgia Agnello accompagna gli ospiti tra recinti e pascoli, dove il tempo segue ancora il ritmo lento della natura. Insieme si vive un pomeriggio dedicato alla vita contadina e al racconto dei cicli della terra: le nascite, le stagioni, il legame profondo tra uomo e animali.
Si camina tra i bovini al pascolo, Ascuntando storie di rispetto e di cura, per scoprire quanto il benessere animale sia parte essenziale di un’agricoltura sana e consapevole.
Quando il sole a cala dietro le colline, ci accolgono i profumi della griglia e un calice di vino del territorio. Un aperitivo tra amici, carni e verdure alla brace, musica improvvisata e il tramonto che colora i campi: così si chiuderà la giornata, con le mani colme di sapori e di storie da portare a casa.
Marzo finisce così: con le mani che sanno di pane e di erbe, e con gli occhi che hanno visto la vita tornare nei campi.
Ogni seme, ogni storia, ogni gesto di questo mese racconta la stessa verità:
la materia diventa memoria, come il seme nella zolla.
Contatti utili per il tuo viaggio
Agriturismo Monticelli
Contrada Monticelli, 93014 Mussomeli CL
tel. 0934 963082 – 335 7446638
B&B Luna d’Arte
Via Corsica, 9, 93014 Mussomeli CL
tel. 328 8741139 – 328 8740444
La Finestra Sul Castello B&B
Viale del Castello, 19, 93014 Mussomeli CL
Musmelia Rooms di Vincenza Amico
Piazza Umberto I 26, 93014 Mussomeli CL
tel. +39 351 8925355
Sorge Palace Room and Breakfast
Via Andrea Chiaramonte, 20, 93014 Mussomeli CL
tel. 0934 951216 – 366 6712300
Viola Bed & Breakfast di Vincenzo Viola
Via Boccaccio, 7, 93014 Mussomeli CL
tel. 0934 992363
cell. 388 1678697
Carrozzeria Catalano Calogero Noleggio Automobili
Contrada Bosco snc, Viale Madonna del Riparo, snc, 93014 Mussomeli CL
tel. 0934 951051